Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Il lulav è un ramo di palma (lulàv) a cui sono legati due rami di salice ('aravà) e tre di mirto (hadàs); a questi si aggiunge un cedro (etròg).
La palma dà un frutto dolce, ma senza profumo; il salice non ha né sapore né profumo; il mirto ha profumo ma non sapore; il cedro ha sapore e profumo.
Le quattro specie di vegetali del lulàv simboleggiano quattro tipi di persone che hanno o non, sapienza e bontà.
Alcune sono sapienti e generose, altre sapienti ma non generose, altre generose ma non sapienti, altre ancora né sapienti né generose.
La Tradizione dice che l'etròg (cedro) simboleggia il cuore dell’uomo; il lulàv (palma) la colonna vertebrale, il mirto l'occhio; il salice la bocca. Le quattro specie ricordano quattro periodi storici: il lulàv, il periodo dei Re; il mirto, fragrante, l’era del Talmùd e della saggezza; il salice piangente rappresenta i secoli dell’esilio; l'etròg, saporito e profumato, simboleggia la speranza per il futuro.
Comunque, come nel lulàv si riuniscono le quattro specie, così gli uomini devono essere tutti uniti fra loro, volersi bene ed aiutarsi reciprocamente.
Il lulav viene scosso nelle quattro direzioni durante la liturgia di Sukkot, la Festa delle Capanne; nella tradizione, è simbolo appunto di gioia e dell’unione del popolo nelle sue varie componenti che si esplicita sotto la sukkà, la capanna.
Il lulav per il suo significato simbolico può essere visto anche come figura dell'unione tra i popoli nel noachismo!

Una pianta sacra della tradizione ebraica è l’
Issopo (Hyssopus officinalis), usato nei riti di purificazione come citato in vari versetti biblici, ma anche per depurare la pelle dei lebbrosi.
Nella medicina popolare viene invece usato come sedativo della tosse e fluidificante le secrezioni broncopolmonari.
L’unica avvertenza degna di nota riguarda l’uso dell’olio essenziale di Issopo, piuttosto che l’infuso, in quanto è particolarmente ricco di chetoni, sostanze potenzialmente convulsivanti, se assunte in dosi eccessive. Per questo motivo, a scopo precauzionale, l’olio di Issopo non dovrebbe essere utilizzato se non in casi particolari e comunque su prescrizione medica. Ovviamente mai in gravidanza.
L'issopo (Hyssopus ) è un genere di circa 10-12 specie di piante semi-boscose nella famiglia Lamiaceae, native del Mar Mediterraneo orientale all' Asia centrale. Sono piante aromatiche, con i gambi ramificati eretti di lunghezza di fino a 60 centimetri coperti di capelli fini alle punte. Le foglie sono oblunghe e strette, di 2-5 centimetri di lunghezza. Un piccolo fiore azzurro cresce nella parte superiore dei rami durante l'estate.
La specie di gran lunga più nota è l' l'erba d'issopo (H.officinalis), ampiamente coltivato fuori della propria zona natale nel Mediterraneo.
La parola ISSOPO deriva dal nome ebraico "
ezòh" che nella tradizione biblica ha come significato

principale quello di

purificazione.
Nelle prescrizioni per la Pasqua dettate da Mosè, si legge che il Signore risparmierà dallo sterminio le case segnate dal sangue dell’agnello, spruzzato mediante un fascio d’issopo sull’architrave e sugli stipiti della porta
(Es. 12,21-24).
L’issopo è prescritto, insieme ad altri materiali, per la purificazione del lebbroso
(Lv. 14,6) e di chi si è contaminato toccando un cadavere
(Nm. 19,17).
Nel famoso Miserere
(Salmo 51) il peccatore invoca: "Purificami con issopo e sarò mondo, lavami e sarò più bianco della neve".
Il piccolo e pur tanto utile issopo è anche simbolo di umiltà, contrapposto alla grandezza e superbia rappresentata dal cedro.