Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Il 15 luglio 1938 anni fa veniva pubblicato il “Manifesto degli Scienziati razzisti”, un decalogo ideologico che rendeva ufficiale l'esistenza del «razzismo fascista» e ne fissava le basi teoriche. Il documento venne redatto presso il Ministero della cultura popolare, su indicazioni di Mussolini; esso fu sottoscritto da 180 studiosi, tra scienziati, giornalisti e docenti universitari. A distanza di pochi mesi, sarebbero state emanate dal Governo fascista le famigerate “Leggi razziali”.
Per cancellare questa vergognosa pagina storica che calpesta la dignità dell'Umanità, contro ogni razzismo,
è stato redatto redatto l' 11 Luglio 2008 presso la Tenuta di San Rossore Pisa il:
Riporto dal sito www.informazionecorretta.com:
Il CORRIERE della SERA del 20 dicembre 2006 pubblica un importante articolo intitolato "
L'incubo del giorno del secondo olocausto"
Un bravo a Benny Morris, lo storico israeliano autore del pezzo. La sua descrizione di un possibile scenario apocalittico servirà ad aprire gli occhi a tutti coloro che non si sono ancora resi conto del reale pericolo rappresentato da Ahmadinejad in stretta collaborazione con gli eredi di Khomeini, nessuno escluso. Se il nuovo Hitler non viene fermato, e subito, sarà l'apocalisse. Non si illudano quelli che lo ritengono un problema di competenza israeliana. Tutto il mondo ne verrà coinvolto. Occorre agire, e subito.
L'articolo puo' essere letto da questo link:
http://www.informazionecorretta.com/
main.php?mediaId=2&sez=100&id=18788
Da: «L’antisemitismo messianico di Ahmadinejad compatta Hamas e Hezbollah»
Autore: Carlo Panella
Dal "FOGLIO" del 12 dicembre 2006:
La coincidenza tra la conferenza negazionista della Shoah di Teheran, il precipitare della crisi tra Hamas e Abu Mazen e il tentativo di golpe da parte di Hezbollah è evidente. E’ palese una regia unica che dirige i tre scenari iraniano, palestinese e libanese. Ma sbaglierebbe chi vi vedesse soltanto un’omogeneità politica, la ricerca di quel ruolo sciita di potenza regionale che tante cancellerie occidentali attribuiscono all’Iran. Se così fosse, vi sarebbe spazio per una trattativa, per cercare e ottenere un riconoscimento di ruolo da parte dell’occidente in cambio di un percorso di pacificazione. Ma non è così, il nazionalismo iraniano, di Hamas e Hezbollah è forte, ma il suo motore è religioso, tanto che nega addirittura le regole della politica. Mahmoud Ahmadinejad ha invitato a Teheran 63 “esperti”, tra cui brilla il rappresentante del Ku Klux Klan, David Duke, per denunciare un “complotto ebraico” planetario, che ha inventato la Shoah e quindi – a riparazione – ha imposto ai musulmani “l’oltraggio” di uno stato ebraico sulla città santa di Gerusalemme. La Conferenza è un passaggio fondamentale per giustificare per via religiosa la necessità che tutti i musulmani si impegnino a distruggere Israele. Il dibattito storico è il pretesto per rendere popolare una lettura del Corano da parte di tanti fondamentalisti che vuole che gli ebrei, in eterno, per subdola vocazione, tradiscano la loro stessa Legge e seminino dissidi tra i musulmani. Ieri Ahmadinejad, durante il comizio all’Università di Teheran, è stato fischiato da alcuni studenti che gli hanno urlato “morte al dittatore!”, e quattro di loro sono subito “scomparsi”. Lui non teme l’impopolarità. Da quando lanciò la parola d’ordine di “distruggere Israele”, accompagnata dalla sfida sul nucleare, il peso suo e della leadership oltranzista iraniana è cresciuto in tutta la umma. Con la sua retorica grossolana, ha fatto del negazionismo della Shoah una proposta politica di enorme presa sui musulmani del mondo. La sua negazione del diritto di Israele a esistere non è infatti soltanto radicata in una questione di “terra”, ma nella riproposizione del tema teologico degli ebrei che sin dai tempi di Maometto complottano contro l’islam, come sostenne già Khomeini: “Fin dall’inizio il movimento islamico venne tormentato dagli ebrei, i quali diedero inizio alla loro attività reattiva, inventando falsità contro l’islam, attaccandolo e calunniandolo”. Ahmadinejad è chiaro: “Non è possibile che un paese islamico permetta a un paese non islamico di crescere nel proprio seno”. E’ la negazione di ogni ipotesi di “pace contro terra”, di “due popoli, due stati”. E’ l’affermazione di un imperativo religioso a sostituire all’entità sionista uno stato islamico “dal Giordano al Mediterraneo”. Questa è anche la piattaforma di Hezbollah e di Hamas, tanto radicata in quel movente religioso da sfidare ogni considerazione di tattica. Le più elementari regole della politica, infatti, avrebbero imposto al premier palestinese, Ismail Haniye, di riconoscere opportunisticamente l’esistenza di Israele. Europa e Stati Uniti lo avrebbero coperto di finanziamenti, Israele sarebbe stata costretta a trattare direttamente con lui, che avrebbe così accresciuto la sua egemonia su una Olp di Abu Mazen in affanno di consensi. Ma Hamas non può tradire la sua più profonda ragione d’essere, basata sul postulato che “la terra di Palestina è un lascito eterno di Allah al popolo dell’islam, sino al Giudizio universale”. Per questo rischia la guerra civile a Gaza, lancia razzi su Sderot e organizza attentati contro esponenti di al Fatah, anche a rischio di massacrare bambini palestinesi, come è avvenuto ieri. Anche Hezbollah – a rigor di politica – avrebbe dovuto sopire per un lungo periodo la sua vocazione alla distruzione di Israele, recuperando forze in quel percorso di trattativa delineato dalla risoluzione dell’Onu, tanto apprezzata da Massimo D’Alema. L’Iran, Hezbollah e Hamas, invece, seguono la logica del jihad, della “conversione attraverso la forza” e a questa subordinano la politica. Con il convegno negazionista, Ahmadinejad non guarda al passato, ma al futuro. Lancia sui media planetari una richiesta di consenso islamico alla guerra asimmetrica che Hamas e Hezbollah sviluppano contro Israele perché ribadisce che gli ebrei di oggi sono identici a quegli ebrei Banu Quraizah che Maometto fece sgozzare nel 627, alla Medina, accusandoli di avere complottato con il “governo idolatrico della Mecca”, esattamente come oggi gli israeliani complottano col “Satana americano”.
Un libro per riflettere...
Arturo Diaconale
Iran - Israele
olocausto nucleare
prefazione di Francesco Cossiga
postafzione di Leonardo Tricarico
Ed. KOINèIl libro di Diaconale parte da un assunto tanto semplice da apparire ovvio: una sola atomica può bastare a Teheran per cancellare Israele e per assumere la leadership mondiale del jihadismo armato islamico.
Una cosa semplice e purtroppo vera, eppure difficilmente si legge esplicitata negli articoli di tanti soloni che da decenni ci affliggono con il loro punto di vista sulla questione araba-palestinese e con il Medio Oriente. Per non parlare degli opinionisti o di certi politici: se c’è una cosa che unisce destra e sinistra è, infatti, l’odio recondito verso lo stato ebraico.
Da Igor Man a Sergio Romano, da Giulietto Chiesa a Massimo D’Alema, da Giorgia Meloni e Francesco Storace a Paolo Cento e Francesco Caruso, la pregiudiziale anti-israeliana è dura a morire.
Argomenta acutamente Diaconale a pagina 30 che “le parole di Ahmadinejad diventano la benzina con cui ogni manifestante pacifista europeo si considera legittimato a bruciare in piazza la bandiera d’Israele insieme a quella degli Stati Uniti”.
Non solo, ma a 60 anni dalla liberazione di Auschwitz, tanti ragazzi italiani ed europei, allevati nell’ignoranza e nel luogo comunismo terzomondista che ha trasformato tanti licei e tante università in luoghi di indottrinamento che poco hanno da invidiare persino alle madrase di Hamas, c’è tanta voglia di non credere più “alla leggenda” dei sei milioni di morti nelle camere a gas e nelle deportazioni. (Dimitri Buffa, L'Opinione)
Accendete presto la vostra candela per Ilan Halimi e diffondete.

Apprendiamo dai giornali che lo "storico" inglese Davide Irving, nonostante avesse chiesto scusa al popolo ebraico per le falsità storiche da egli stesso scritte sulla Shoà, è stato condannato a tre anni di galera da un Tribunale austriaco composto da otto giudici di Vienna.
Finalmente questi Tribunali "noachidi" cominciano a funzionare e per questo sia lode a D-io Benedetto creatore del cielo e della terra.
Ma tutto il male che ha fatto il sig.Irving attraverso i suoi falsi libri di storia alle nuove generazioni, chi mai potrà riscattarlo? Basteranno tre anni di prigione? Sono domande queste a cui il lettore del sito se si sente un noachide dovrebbe rispondere.
In più l'avvocato difensore del sig. Irving ha detto "ricorreremo in appello" perchè la Corte di Vienna non ha creduto al pentimento del suo assistito. Per un individuo del genere solo vergogna, altro che libertà di opinione!
Sono state rintracciate dalla polizia israeliana parti rubate da un'antica sinagoga vicino a Ramallah a nord di Gerusalemme. Difatti tre settimane or sono, la polizia di frontiera ha fermato un arabo ad un posto di blocco che aveva nella sua vettura parti di uno splendido ed antico "mosaico" rubato in questa sinagoga.
Sul mosaico era scritto "Pace in Israele" la stesa scritta trovata nel mosaico della sinagoga di Gerico che i signori palestinesi di Hamas e company hanno ovviamente distrutta. Certo una sinagoga non è una vignetta!
A tutta questa vergogna si può aggiungere il beneplacito dell'ONU e dell'UE che aiutano i terroristi arabi a cancellare ogni traccia di presenza ebraica nella regione denominata Palestina.
" Colui che mostra compassione per i crudeli, finirà con l'essere crudele con i buoni" Kohelet Rabbah
Questo statuto è stato elaborato a Gaza nel 1988 ed è un'apologia dell'Islam radicale il cui obiettivo è la liberazione sic! della Palestina cioè la distruzione di Israele.
Art.6
"Nessuno ha il diritto di cedere o disporre anche di un singolo pezzo di questa terra". Difatti se qualche arabo-palestinese si permetteva di vendere un anche un angolo di terra, veniva assassinato e il suo corpo trascinato per le strade del paese.
Art.26
Non c'è posto per conferenze di pace o ipotesi di compromesso. L'unica soluzione è la Jihad.
Art.28
Il nemico sionista ha formato con il denaro orgaizzazioni segrete come la massoneria, i Lions...
Art.32
Lo schema sionista cercherà di espandersi dal Nilo all'Eufrate. E' questo il piano delineato nei Protocolli degli Anziani di Sion.
Da quanto scritto si evince che Hamas è un'organizzazione che propone la verione più primitiva e sanguinaria dell ' "islam-nazismo" ed è gemella dei fratelli Musulmani egiziani, che hanno perso le elezioni "democratiche" in Egitto grazie ai brogli elettorali.
Voglio ricordare il "mein kampf" del sig.Hitler e pertanto invito pacifisti, liberal-democratici, cristiani perdonisti ecc. a non dimenticare (non ne hannno il diritto) e non sottovalutare questo statuto come hanno fatto Chamberlein e Deladier a Monaco di Baviera nel 1938, ma imparare da un Magdi Allam almeno il coraggio di combattere il terrorismo.
Una triste notizia proviene dalla Danimarca : un'azienda di moda danese sovvenziona il terrorismo palestinese.
La ditta Fighters and Lovers ha immesso sul mercato delle T-shirt con scritte ed immagini che inneggiano alla lotta armata cioè al terrorismo in Palestina da parte del PLFP (fronte per la liberazione della Palestina) che significa in parole povere la distruzione dello Stato d'Israele.
Vi sono state delle proteste diplomatiche ma gli stilisti incalliti nella loro criminale iniziativa non hanno paura di essere portati alla sbarra e condannati.
Vogliamo augurarci che questo avvenga sia per punire il loro comportamento criminale sia per dare un esempio di democrazia che in Danimarca non dovrebbe mancare.